Catenacci per porte e chiavistelli per la sicurezza della porta!

gra rivadossi - produttori maniglie

Il chiavistello e il catenaccio porta sono elementi che spesso troviamo insieme quando osserviamo un portone. Il loro utilizzo in combinazione è talmente frequente, che oggi i due termini risultano essere sinonimi.

 

Il catenaccio

Quando si parla di chiavistelli viene spontaneo pensare al mondo dei complementi d’arredo, ma per la parola “catenaccio” il riferimento non è sempre altrettanto immediato.

I catenacci porta e i chiavistelli sono talmente diffusi da entrare nel linguaggio comune come elementi di sicurezza quasi per antonomasia, diffondendo il loro nome anche al di fuori dell’ambito “porte”.

Per fare un esempio, il termine catenaccio si usa anche nell’ambito giornalistico: indica i riquadri (o finestre) che troviamo all’interno del corpo dell’articolo e che servono a sottolineare un aspetto particolare, interessante o curioso della notizia.

Cercando invece su un vocabolario, troverete che un chiavistello è una sbarra che scorre entro anelli fissati sui battenti di un uscio, definizione praticamente identica a quella dei catenacci per porte (una spranga che scorre entro anelli fissati ai battenti di una porta o di una finestra per assicurarne la chiusura).

L’azienda Gra-Rivadossi è specializzata nella produzione di complementi d’arredo come il catenaccio e il chiavistello: elementi altamente funzionali in ottone e allo stesso tempo curati nel dettaglio per sposarsi con l’ambiente, valorizzando porte e finestre.

 

Un passo indietro nel tempo

Facendo un passo indietro alle origini dell’invenzione dei primi sistemi di sicurezza per le porte, si riesce a scorgere una piccola distinzione tra i due elementi.

Premessa: in epoche passate, chiudersi in casa era una un problema perché non esistevano chiavi, per cui la sicurezza della porta era data soprattutto dal suo stesso peso (si sceglievano pietre molto difficili da spostare o si intagliavano interi alberi) e poi da incastri geometrici formati dal solco lasciato dalla pietra con la forma delle pareti interne.

La geniale idea fu quella di fissare un gancio alla porta e uno alla parete, nei quali era possibile incastrare un grosso tronco in maniera trasversale all’infisso, impedendone quindi l’apertura: questa era la versione primordiale del chiavistello.

Naturalmente, non era un elemento fissato sulla porta come accade oggi, ma una componente esterna che veniva presa di forza e incastrata nella porta una volta chiusa.

I catenacci per porte risultano invece essere un elemento leggermente successivo, riferibile a periodi storici nei quali aumentano la diffusione e la lavorazione del metallo.

La differenza dei catenacci porta rispetto ai chiavistelli consisteva nell’elemento bloccante, formato da una catena e non da una sbarra.

Con il passare del tempo, queste due componenti vengono sempre più spesso unite finendo per confondersi, sfruttando la flessibilità di movimento della catena e la solidità del chiavistello per creare elementi di sicurezza più ingegnosi e resistenti.

Questa distinzione è andata persa col tempo, per questo oggi i catenacci per porta e i chiavistelli rappresentano lo stesso elemento.

 

Catenacci porta e chiavistelli oggi

Il chiavistello, talvolta chiamato anche catenaccio, è la parte della serratura che scorrendo nella sua sede, o ruotando, va a impegnarsi (o a disimpegnarsi) nel laccio o nella gola che blocca la parte mobile.

(da Wikipedia)

 

In sostanza, è un elemento che si muove all’interno dei due anelli, visibili o nascosti, e della placca che ne costituiscono la sede.

I termini “impegnarsi” e “disimpegnarsi” rappresentano la possibilità di bloccare o sbloccare la porta, occupando un determinato “spazio” (il laccio o la gola) o spostandosi da esso.

 

Dove si montano i catenacci per porte?

Pur sembrando all’apparenza una banalità, è fondamentale sapere che il catenaccio è composto normalmente da 3 elementi: due che vengono fissati all’uscio e al battente e uno mobile, ovvero la barra che si muove tra le parti fisse per chiudere o aprire.

L’uscio è semplicemente un sinonimo di porta, mentre il battente è quel profilo dell’imposta che fa da cornice contenendo la porta.

 

L’utilizzo di chiavistelli e catenacci per porte

Oggigiorno, troviamo due funzioni principali del chiavistello:

  • quella di elemento ulteriore alla serratura fissato sulle porte d’ingresso, in questo caso non solo permette una chiusura di sicurezza senza l’utilizzo della chiave, ma anche una parziale apertura delle porte stesse;
  • la funzione di elemento di sicurezza e privacy per quanto riguarda le porte interne delle stanze, come i servizi di un albergo o un ristorante. In questi casi infatti, è importante riuscire a garantire un ambiente privato alle persone che utilizzano quegli spazi, ma una serratura con chiave potrebbe risultare controproducente, per questo il chiavistello è la scelta migliore e la più diffusa.

 

Sul sito di Gra-Rivadossi potrete trovare una vasta selezione di catenacci per porta e chiavistelli, tutti realizzati in ottone, per soddisfare ogni esigenza relativa all’estetica e alla funzionalità di questi elementi.