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Era il 1922…

Giacinto Rivadossi, originario di Lumezzane, inizia una piccola attività artigianale a Caino nel 1920 e nel 1922, a 27 anni, arriva ad Agnosine per costruire la sua officina. Lungo il torrente Bondaglio individua un vecchio mulino in vendita, lo acquista e, sfruttando l’acqua che da secoli faceva girare le pesanti macine, costruisce l’azienda di produzione di maniglie, accessori per maniglie e altri complementi d’arredo.

 

Lo stabilimento viene inizialmente sistemato lungo il torrente, su un ripido burrone affossato sotto la chiesa parrocchiale; poi, col tempo, si estende sopra il torrente e nella roccia. La storia di Rivadossi è un po’ la storia della maniglia, che nel tempo passa da una lavorazione di tipo artigianale ad una con tecnologie più avanzate.

 

All’inizio degli anni Venti, la produzione avviene con fusioni in terra ed in conchiglia e i modelli che si ottengono sono massicci e di stile neoclassico; nel periodo postbellico della ricostruzione, passa alle macchine automatiche per la pressofusione e nuove leghe.

 

Rivadossi mostra uno spaccato dell’Italia che fu, attraverso un processo diventato negli anni sempre più avanzato, che mantiene comunque un suo carattere artigianale.

 

Nel corso degli anni la piccola compagnia acquisisce dimensioni sempre maggiori fino ad affermarsi sulla scena nazionale, diventando operativa in alcune regioni con agenti e rappresentanti, anche di seconda generazione.

GRA Rivadossi: fortemente apprezzata anche all’estero

L’ennesima maturazione avviene in concomitanza col libero scambio di merci e servizi introdotto nella comunità europea. In piena globalizzazione, è indispensabile prendere spunto da altri stili per capitalizzare l’oceano sconfinato di opportunità che si presentano. Ecco quindi che a metà anni Sessanta GRA – Rivadossi invade gli Stati Uniti e la Francia.

 

Il continuo sviluppo delle linee architettoniche negli stili delle abitazioni coinvolge inevitabilmente anche la maniglia, come ogni altro componente d’arredo. I modelli di maniglie e coordinati che le accompagnano, quali pomoli, maniglioni, battenti, cerniere, copri interruttori, catenacci, portabiti, nottolini, si accostano per stili alle numerose tipologie di porte e finestre.

 

Rivadossi prosegue l’espansione in altri Paesi a modo suo: combinazioni cromatiche brillanti, ottone, satinatura delicata e attenzione per i dettagli.

 

Da novanta anni ogni articolo GRA – Rivadossi è un pezzo unico, frutto della perizia e dell’abilità di persone che credono fortemente nella qualità italiana. Accanto al pur ampio programma Rivadossi, la produzione è di oltre 1.000 articoli, nascono modelli firmati da architetti, che sono regolarmente brevettati.

L’acquisizione da parte del gruppo Becchetti Bal

Nel 2012 l’azienda viene acquisita dal gruppo Becchetti Bal, che da oltre 100 anni impreziosisce le case di tutto il mondo con le sue maniglie in ottone e accessori per porte, finestre e arredamento d’interni, in oltre 20 differenti finiture.

 

La prima fucina per la lavorazione degli ottonami della famiglia Becchetti risale infatti al 1882, anche se è con Angelo Becchetti – nel 1907 – che ha inizio la storia dell’azienda bresciana.

 

Da allora l’attenzione ai dettagli – segno distintivo anche della produzione Becchetti Bal – ha conquistato il gusto degli arredatori più prestigiosi. Becchetti Bal crea prodotti di alta qualità e flessibilità, curando ancora manualmente le fasi di finitura, perché da sempre ascolta i desideri del cliente e realizza le sue richieste.

 

Dalle linee standard ai pezzi speciali e su disegno, ogni maniglia nasce dall’incontro tra l’esperienza e il giusto spirito innovativo. Grazie ad una distribuzione capillare e alla collaborazione con alcuni tra i più importanti attori del mercato, riesce a soddisfare le richieste degli italiani, ma anche i gusti dei mercati emergenti.

Testimone di questo spirito internazionale è l’esportazione verso tutto il mondo. Fin dalla nascita ha conquistato il gusto degli arredatori più prestigiosi. La Residenza Reale di Re Baldovino del Belgio, Il Vittoriale degli Italiani, Villa Feltrinelli, il Governatorato del Vaticano, la sede della Banca Cariplo e l’Andrea D’Oria sono solo alcuni dei luoghi storici, realizzati nei primi Novecento, che custodiscono maniglie ed accessori firmati Bal.

 

E oggi? La tradizione continua nel presente con la Fenice di Venezia, il Danieli, l’hotel Cipriani, il Grand Hotel Dogi e il Grand Hotel di Rimini. Più di un secolo di storia, eppure Becchetti Bal è un’azienda aperta all’innovazione e alle nuove realtà. Un’azienda proiettata al futuro, proprio grazie alle solide radici che affondano nella tradizione.

È questo la formula vincente anche di GRA – Rivadossi, una impresa costituita a inizio Novecento, ma sempre attenta alle nuove tendenze.